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MUSCARDINI, SUSTA E RINALDI PER IL COMITATO A TUTELA DELLA DENOMINAZIONE DEL MARCHIO D'ORIGINE SCRIVONO AI SENATORI.

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"Alla luce dell'approvazione del trattato di Lisbona é importante unapiù stretta collaborazione fra parlamenti nazionali e parlamento europeo pergarantire effettiva tutela ai consumatori e competitività alle nostreaziende" hanno scritto in una lettera ai senatori i promotori del comitatomade in al Parlamento europeo Cristiana Muscardini, vicepresidente dellaCommissione commercio estero; Gianluca Susta, vicepresidente del gruppodell'Alleanza Progressista dei Socialisti e Democratici europei e NiccolòRinaldi, vicepresidente del gruppo dell'Alleanza dei Liberali europei. Nellalettera i parlamentari europei invitano il Senato a comunicare  alla autorità europee il testo dellaproposta di legge già approvato alla Camera per evitare, in un momento delicatodella dialettica interistituzionale europea, che ci sia un irrigidimento delconsiglio dei ministri che dal 2006 tiene bloccato il progetto di regolamentopresentato dalla commissione e che più a volte ha ottenuto il parere favorevoledel Parlamento europeo. "Dobbiamo lavorare in sinergia" hasottolineato la vicepresidente Cristiana Muscardini "il trattato diLisbona conferisce un nuovo ruolo ai Parlamenti nazionali e sancisce, inmateria di commercio internazionale, la piena codecisione del Parlamentoeuropeo con il Consiglio: non lavorare insieme sarebbe suicida".

I Parlamentari, che sono stati promotori della risoluzione approvata alParlamento europeo a novembre, hanno inoltrato copia della lettera ai Senatoriall'attenzione del viceministro Urso rimarcando come con lo stesso abbianosempre lavorato in stretto contatto.

 

SITUAZIONE NELLO YEMEN

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La profonda crisi politica, economica e sociale dello Yemen è legata alla presenza operativa di al-Quaeda sul suo territorio e alla visione jihadista che la anima. Lo Yemen è uno dei paesi più poveri del mondo e la gestione degli scontri interni è irta di difficoltà anche per le origini religiose del conflitto tra le minoranze sciite e i sunniti.

Come sottolinea la proposta di risoluzione sono indispensabili gli aiuti, la collaborazione, il sostegno per l'implementazione di programmi sociali e di assistenza, ma dobbiamo sottolineare i rischi che anche l'Occidente corre se non si affrontano con lucidità e intransigenza i problemi della sicurezza.

I motivi che spingono i terroristi a formarsi militarmente e ad educarsi ad azioni di martirio rappresentano il frutto dell'ideologia della Jihad che si sta sempre più estendendo e radicando anche sul continente Africano e anche a causa dell'indifferenza e superficialità con la quale la comunità internazionale si è occupata o, meglio, non si è occupata di al-Quaeda e delle sue emanazioni come nello Yemen.

Dobbiamo ricordare il rapporto di causa ed effetto tra la presenza terrorista nello Yemen e le aggressioni di destabilizzazione che vengono effettuate nei confronti della Somalia che è una pedina mossa dalle forze di al-Quaeda nello Yemen, le quali a loro volta più che dai wahabiti dell'Arabia Saudita, dipendono dagli ayatollah iraniani, ricevendo armi e denaro.

Il sostegno allo Yemen non può mai essere disgiunto dalla questione della sicurezza.

 

L'audizione di De Gucth lascia alcuni problemi aperti

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L'audizione del Commissario al Commercio internazionale ha lasciato alcuni problemi aperti secondo la Vicepresidente, onorevole Cristiana Muscardini. "La competenza del Commissario non è in discussione ma siamo preoccupati perché per i problemi legati al dumping, il Commissario ritiene potranno essere meglio risolti nell'OMC dopo l'approvazione di Doha e sappiamo bene come per Doha si sia ancora lontani da un accordo". Il Commissario ha ricordato che non vi è identità di vedute nel Consiglio per il regolamento sulla denominazione di origine dei manufatti, la nuova proposta presentata dal commissario uscente Ashton potrebbe essere la chiave di volta per cercare un nuovo accordo fra Consiglio e Parlamento europeo, che proprio in novembre aveva approvato in aula una risoluzione per arrivare al più presto alla definizione del problema anche con l'applicazione del nuovo processo di co-decisione.

"Siamo preoccupati per i tempi, il Commissario ha parlato di alcuni mesi ma sappiamo bene" - ha detto la Muscardini - "che per l'Europa è urgente mettersi allo stesso livello dei suoi partners e competitori commerciali che già da tempo hanno nei loro Stati regolamenti che obbligano alla denominazione di origine dei manufatti che entrano nel loro territorio. I consumatori europei e i nostri produttori vogliono in tempi brevi regole chiare ed applicate."

 
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